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LADYDUCATIDOC CLUB SPIRIT
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Se pensate che la motocicletta sia solo un ferro e i ducatisti freddi individui, girate pagina.
Questo è il mio giro sulla Ducati.
Gli stati d'animo di un Ducatista.
Una moto e via, notte sei mia. Molte volte si inforca il manubrio, si sale a cavallo
( meglio se tanti ), si parte per partire, non per andare, si va via dalla realtà per fondersi con il tempo e lo spazio nella velocità.
Tutti i luoghi, un solo luogo.
Si guarda solo avanti, si ascoltano solo le note della meccanica, si squarcia l'aria che ci avvolge nei suoi turbini, inizia la danza, il patto con la gravità, il calore del motore e gli aromi della gomma ci accompagnano insieme a piccoli riflessi di spie luminose e oscillazioni di lancette strumentali.
La potenza che controlliamo e liberiamo è quella cerebrale, siamo scossi ma saldamente in sella, un sobbalzo, i pesi e le masse si spostano, si avverte il morbido lavoro delle sospensioni,
poi un colpo secco viene trasmesso alle braccia, oscilla il casco e subito dopo, quasi un decollo, puntiamo il cielo per ritrovarci accucciati, conteniamo e assorbiamo le forze, con il motore a palla puntiamo l'orizzonte guardando l'infinito, come un fiume in piena,
l' irrefrenabile irruenza ci spinge verso la prossima piega per accarezzare l'asfalto.
Istantanee, flash di imprese sportive scorrono nei pensieri, duelli di Fogarty, staccate di Bostrom, cavalcate di Bayliss, lotte di Capirossi compongono un paesaggio mosaico che è ispirazione. Noi siamo loro. Ultimamente mi è sembrato di essere Neil Hogdson, almeno cento volte.
Incontriamo altri centauri, solo così percepiamo che l'asfalto scorre fulmineo,
la velocità rende inebriante percepire il mondo, incrociamo rapido lo sguardo, condividiamo lo stato idilliaco e fuggente, un cenno di mano per dimostrare che ci conosciamo da sempre.
Dominiamo gli elementi, fuoco, terra, aria e acqua, la nostra macchina li piega al volere dei pensieri, trasforma in piacere la materia, sembra magia e alchimia, ma è scienza e conoscenza, e sempre più consapevole riemerge in noi il valore di uomini come Taglioni, Bordi, Domenicali, moderni prestigiatori realizzatori di sogni.
Allegretto andante, vivace, ascoltiamo i suoni, toni e semitoni, assolo, la strada è un pentagramma, il nostro Ducati diventa un ineguagliabile strumento musicale, eseguiamo spartiti come maestri musicisti.
In un crescendo di emozioni sale la concentrazione, una scarica di brividi percorre la spina dorsale, tremare fa la paura che se ne va, lucidi percepiamo il limite, siamo sul filo del rasoio, con l'energia concentrata nel polso conquistiamo sempre più margine, sfidiamo noi stessi per esplorare sensazioni sconosciute, razionalizziamo e torniamo a far trotterellare i cavalli, come la quiete dopo la tempesta, ammiriamo il paesaggio e ascoltiamo il Ducati, un baritono.
Canticchio nel casco le canzoni di Marco Lucchinelli, prima di tutte Stella Fortuna. Siamo liberi, preoccupazioni della vita reale sono rimaste a casa, spensierati come fanciulli, sospesi in un temporaneo paradiso, non ci fermerebbe nessuno.
Il motore è tondo e pieno, pompa come il nostro cuore, cavalchiamo un mito, siamo la Libertà, come moderni cavalieri,
esploriamo il mondo, ambasciatori di un marchio che è intelligenza, storia, coraggio e vittorie, orgogliosi mostriamo i nostri colori, le nostre insegne, corriamo incontro al futuro per farci travolgere dalle intense emozioni che Ducati sa dare.
La cavalcata è finita, il Ducati è fermo in garage, non scenderei più, ora posso dedicargli tutte le mie attenzioni, controllo i dettagli, lo preparo per la prossima uscita, che sarà ancora più appagante. E' il riposo del guerriero, lo stesso guerriero simbolo del mio Club. Non ci sono state battaglie ma solo cavalleresche parate.
Un giro in moto per raccontare al mondo una nuova storia, una storia fantastica per essere raccontata nel tempo, una storia di passione e di impegno, di sicure future vittorie: il mio giro in Ducati.
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