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UN GIORNO DA
LEONI
Insieme, i due hanno letteralmente dominato la scena BoTT americana fin dall'istituzione di questo campionato nel 1981, vincendo una serie impressionante di titoli e battagliando con successo nella categoria Superbike e F1 americana, per la gioia dei tantissimi tifosi del marchio di Borgo Panigale. In quegli anni, essi portarono la Ducati a un livello di competitività che né la fabbrica stessa né gli uomini della NCR raggiunsero mai, abbinando una discreta affidabilità a prestazioni davvero incredibili. I 262,4 Km/h di velocità massima fatti registrare a Daytona sono infatti la dimostrazione delle magiche capacità tecniche di Leoni, che insieme alle valide doti di guida di Adamo hanno fruttato tanti successi, fin dalla loro prima apparizione nel 1979. Da quel momento, la maggior parte delle loro vittorie ha avuto come protagonista un bicilindrico desmo a coppie coniche che, nella sua consueta configurazione di 950 cc, rappresenta la massima espressione di questo tipo di progetto, nato dalla 750 con la quale Paul Smart vinse la 200 Miglia di Imola nel 1972. Ad ogni modo, nel 1984, consapevole del fatto che Ducati era prossima al pensionamento del "vecchio" coppie coniche in favore del più moderno e performante Pantah, Leoni decise di rivolgere la sua attenzione al nuovo motore, che offriva anche un miglior rapporto peso/potenza. In quello stesso periodo, Leoni ottenne inoltre un prezioso finanziamento da parte dell'importatore Cagiva del Nord America. Questo spiega dunque il Marchio della Casa varesina sul serbatoio della moto di Reno. Del resto, come diceva qualcuno: "Una Ducati, comunque la si chiami, resta sempre una Ducati". Così, mentre Adamo difendeva il suo titolo BoTT in sella al Pantah (obiettivo purtroppo fallito a causa della superiorità tecnica della Harley ufficiale di Gene Curch), il 1984 vide il vecchio coppie coniche protagonista di alcuni eventi nella categoria SBK.
L'ultima volta che Leoni ha deciso di portare la sua moto in circuito è stato al Pocono Speedway (Pennsylvania), in occasione del test che lui stesso mi aveva promesso e che ho dovuto attendere per quasi un anno. Il preparatore italiano ha perfino lavorato per i fratelli Berliner (gli importatori Ducati per l'America) e la sua moto sfrutta come base una NCR da endurance che quest'ultimi avevano importato nel 1977 per farla correre nella classe Superbike. Il problema fu che il livello di preparazione della moto bolognese era troppo elevato per il regolamento AMA, cosa che Leoni scoprì solo dopo che Mike Baldwin terminò secondo nella gara di apertura, finendo per essere squalificato e addirittura multato di 500 dollari! Mentre masticava il suo inseparabile sigaro, Reno mi ha spiegato come questo episodio abbia portato a una profonda trasformazione della moto rispetto a come era in origine. "Abbiamo dovuto modificare quasi tutta la componentistica esterna per venire incontro ai regolamenti AMA, che vogliono la moto esteticamente uguale al modello di serie, dopo di che siamo passati progressivamente alla fase di sviluppo. Perciò è lecito affermare che del kit NCR non vi è rimasto praticamente più niente. Ad ogni modo, la moto del Team bolognese ha costituito la base per la nostra elaborazione, anche se sarebbe stato più semplice ed economico partire da una normalissima versione stradale."
Continua sul numero di
luglio 2002! Alan
Cathcart
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