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DAL 1990 IL CLUB DUCATI A TORINO
Nato dalla passione di Maria Luisa Blandino
 
Articolo per la Rivista MONDO DUCATI
ISLE OF MAN 2003
Ellan Vannin, nome
celtico di un luogo più fantastico che reale, dove mito e leggenda si uniscono,
dove anche il tempo scorre tra immaginario e reale, dove il Sole dei Vichinghi
si alterna rapidamente alla nebbia in giorni che non finiscono, un luogo
incantato presente nell’immaginario di tutti i Centauri e che non poteva non
essere nella realta’ che su un isola:
Isle of Man, l’isola
dell’uomo, con un nome che più appropriato pare impossibile, con tutte le sue
contraddizioni, classico e romantico, geniale e folle, forte, coraggioso e
fragile. La mia avventura sull’isola che sembra più opera della magia che della
natura, dove anche l’inglese si confonde con i suoni del gaelico, non poteva
che non iniziare con la sosta propiziatoria a Fairy Bridge, luogo abitato da
Fate e Folletti, dove motociclisti e abitanti posano affettuosi omaggi.
I modi cordiali e
garbati di genti dalle origini rudi e guerriere non fanno immaginare che si
attende come ogni anno dal 1907, la partenza della corsa senza compromessi. In
pochi minuti il Mountain viene isolato dal traffico da una organizzazione
perfetta, i Marshall motociclisti controllano il percorso, il pubblico educato
e consapevole di assistere ad una sfida antica, si sistema ai margini, e un
irreale silenzio rotto solo da Radio Manx cala su tutta l’isola, e solo il
canto dei motori che si diffonde nell’atmosfera accompagnando il passaggio dei
cavalieri senza paura riconduce i pensieri alla realtà, raggiungendo il cuore per
rimanervi a immortale ricordo. Il passaggio tra loro distanziato dei bolidi che
tracciano curve nitide a precise come decorazioni celtiche lascia il tempo per
ammirare dettagli pittoreschi nel verde paesaggio selvaggio punteggiato di
cottage, pecore Loaghtan, fiori vivaci
e veri motociclisti. Arrivata la sera in prossimità della fine delle
corse, dopo aver ammirato il tramonto del sole nei turbolenti cieli del Nord,
mi univo ai Centauri dell’isola che si ritrovano nei pub dai nomi famosi ed
evocativi, Creg-ny-baa, Highlander, Quarterbridge, per commentare tra le
diverse varietà di Ale le imprese della
giornata in ambienti arricchiti da storiche foto motociclistiche, biliardi,
freccette e musiche celtiche. Ho trascorso il Mad Sunday percorrendo il tracciato del TT,
incessantemente superata da motociclisti di ogni tipo, stravaganti più che i loro mezzi,
tutti alla ricerca dell’emozione che hanno provato i grandi piloti del TT.
Lungo il percorso
sono d’obbligo diverse soste, alcune per cogliere in un solo sguardo grandi
porzioni di Isola, altre per posare a fianco dei pannelli segnaletici di gara,
ogni tratto un secolo di motociclismo rievocato: Duke’s 32nd milestone, Joey’s
26th milestone, Hailwood’s Rise, oltre al Murrays Motorcycle Museum nel punto
più elevato del Mountain, raccolta ricchissima e sorprendente di motociclette e
memorabilia. A custodire il Museo ci pensa la statua bronzea di Joey Dunlop,
dalla toccante verosimiglianza, in sella alla Honda il suo sguardo fiero e
sereno guarda lontano dal punto più alto dell’isola, quasi fosse in paradiso.
Nei paesi attraversati dai motociclisti, Ramsey, Crosby, Kirk Michael, è festa
anche per i Gendarmi, oltre che per l’intera popolazione.
E’ in occasione dell’annuale TT Lap of Honour che ho provato emozioni particolari,
a partecipare quest’anno anche Dave Hailwood in sella alla Ducati 900 vincitrice
nel ’78 con il padre Mike. Ho potuto incontrare personalmente Dave, la Signora
Hailwood, Pauline, il proprietario del Team Steve Wynne e Ron Winder con i suoi collaboratori.
Gli incontri con i piloti del passato sono continuati grazie a Helen della TT organizzazione, che
mi ha organizzato un incontro alla Duke Video, con Geoff Duke, poi con Jim
Redman, Phil Read, e il plurivittorioso al TT Tommy Robb.
Mentre John McGuinness ha regalato alla Ducati un terzo posto nella F1, dopo aver fatto in
testa i primi due giri dei sei previsti, e un secondo posto nel Senior TT il
mio Tourist Trophy è finito nella promenade di Douglas dove ho potuto comprare
un cappello modelllo Queen Elizabeth II e un gonnellino in tartan oltre alla
classica patch.
Presidente del D.O.C. Torino Blandino Maria
Luisa Lady Ducati
I Club D.O.C. italiani
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