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DAL 1990 IL CLUB DUCATI A TORINO
Nato dalla passione di Maria Luisa Blandino
 
Articolo per la Rivista MONDO DUCATI
WDW 2002 - World Ducati Week
immagini dell'evento

Mentre il ritornello
“....we are the Champion...” si diffondeva in tutta l’area dell’Autodromo
Santamonica di Misano Adriatico in un sabato sera molto caldo, anche per la
presenza di migliaia di Ducatisti
provenienti da tutto il mondo, io in compagnia del club giapponese Club Italia,
sul palco principale del WDW 2002 ritiravo il premio come Ducati Club
particolarmente stravagante. Per un breve istante mi sono sentita il numero
Uno, ho vissuto la situazione che solitamente e’ riservata a chi guida i nostri
desmodromici mezzi. E’ stato sicuramente questo il momento più intenso dei
giorni che mi ha regalato il WDW 2002,
un avvenimento che ha assorbito con il suo programma tutte le mie energie.

Nell’area allestita
per i Ducati Club Italiani, dove attiravo l’attenzione per via di strani
attrezzi cerebrali, ho avuto modo di
accogliere i più illustri nomi dell’universo Ducati, di immortalare in
centinaia di fotografie la loro presenza con i ragazzi del Club, di regalare
molti gadget appositamente studiati e di raccogliere una rinnovata
serie di autografi. Non solo dirigenti,
piloti, manager, progettisti, meccanici e giornalisti
ma molta gente comune, appassionata e variopinta si e’ susseguita
per tutta la durata della kermesse desmodromica a far visita alla postazione di
Lady Ducati.
Ho potuto incontrare Ducatisti che non vedevo da molti anni,
provenienti dagli Stati Uniti d’America, dal Giappone, dalle Filippine e dall’
Australia, ma anche da molti paesi europei come Finlandia, Portogallo, Spagna,
Danimarca,Grecia e Ungheria, con i loro Ducati Club si e’ automaticamente
innescato un meccanismo di gemellaggio, così che per via dello scambio di
oggetti ricordo ho portato a casa una collezione unica di gadget Ducati, dagli
zoccoli olandesi e dalle caricature parigine, fino ai ventagli giapponesi. In
un solo colpo d’occhio durato piu’ giorni ho rivisto tutte le Ducati che almeno
una volta ho sognato di possedere, piu’ altre nuove, pronte a liberare il mio
delirio, a cominciare dalla nuova Ducati GP, infinita poi la serie delle
elaborazioni personalissime, curatissime, pronte a far gara per il titolo della
migliore, ad emulare una tendenza diffusa oltre oceano. Gli attimi che mi
sembravano liberi erano invece sempre occupati da intrattenimenti gustosi e
appaganti, come un assaggio di tipica mortadella, una sfilata di Ducati moda,
un motorizzato giocoliere, un numero di spericolati desmoequilibristi, oppure
una più tranquilla conferenza poco formale che non nascondeva una solidissima
competenza.
Per motivi logistico-organizzativi non ho potuto dimostrare il mio
coraggio ai Ducatisti intervenuti
impegnandomi ad alta velocità e pieghe al
limite sul tracciato del Circuito Santa Monica, però mi sono rifatta mettendomi
al collo un grosso pitone albino di un fachiro-incantatore, e naturalmente, per
non umiliare tutte le iscritte, ho evitato di partecipare alla simpatica
iniziativa di scuola guida motociclistica riservata alle donne. Strano effetto
quello di vedere i piloti attuali comparire qua e là tra le tende dei Club e
delle altre attrazioni, alcuni tanto naturali da passare inosservati, sempre
cortesi e disponibili con il folto pubblico, emozionante assistere alla
partenza del Motogiro e Memorial Taglioni con riordinate vecchie glorie del
motociclismo far parata sul circuito guidate da molti stranieri entusiasti.
Moltissime le
tentazioni, a cominciare dalla ricca asta Ducati memorabilia, al fornitissimo
negozio DucatiStore, ai vari e rari oggetti, per finire con il Casinò e le sue
WDW-fiches, per fortuna dimostrative; a
molte ho ceduto, impossibile non fare shopping al WDW. Con il trascorrere delle
ore anche il tramonto colorava di rosso il cielo del Santamonica, la serata
portava musiche diverse nelle zone dei Ducati Club, Ducatisti appartati a
parlare di setting, o a far feste dissetanti, e mentre sul palco principale
suonava la professionale e casereccia
Ducati-Band e il maxischermo faceva rivivere epiche vittorie, ragazze
distribuivano omaggi agli appassionati vivaci e instancabili.
La mia serata
continuava poi al di fuori dell’autodromo, a fare le ore piccole ai bordi della
strada a salutare i Ducatisti di
passaggio, molti dei quali rispondevano con impennate e burn-out.
Per alcuni giorni ho
vissuto come vorrei che fossero tutte le mie giornate, per questo sono convinta
che il WDW 2002 e’ finito solo nella realtà……
Presidente del D.O.C. Torino Blandino Maria
Luisa Lady Ducati
I Club D.O.C. italiani
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