Articolo per la Rivista MONDO DUCATI
IL RETRO DELLA MEDAGLIA
Il retro della medaglia.
Tutte le medaglie, anche quelle dei podi degli sport motoristici,
motociclismo compreso, hanno il retro,
che per consuetudine non consideriamo, non guardiamo, che con il trascorrere della nostra superficialità si ricopre di una patina di polvere.
Le grandi sensazioni che ci regala il nostro sport hanno intrinseco un grande pericolo,
il pericolo consapevole di rompere l’integrità del nostro fragilissimo corpo che sempre nasconde un fortissimo spirito.
L’animo forte dei centauri, lo spirito fortissimo capace di sfide, di avventure, di scoperte, di intraprendenza e di determinazione.
Prima nelle grandi imprese sportive poi nella durezza della realtà: Giancarlo Falappa, Baldassarre Monti, Aaron Slight, James Witham e Wayne Rainey,
solo per citare i piloti a noi più noti ma che rappresentano tutti gli altri Campioni sfortunati.
Sono Campioni sfortunati anche molti comuni motociclisti, i semplici appassionati che frequentano i nostri Club,
con i loro sogni e la loro irrefrenabile passione, con il loro entusiasmo genuino e le loro grandi delusioni,
appassionati ducatisti come Savio, del Ducati D.O.C. Mercurio, ora in gara su un percorso impegnativo, un tracciato per Campioni.
In un attimo, senza aver colpe, è stato vittima della sua stessa grande passione,
così ingiustamente ci viene da pensare, come se questa potesse essere malvagia,
come se avesse in sé il male, la sensazione del brutto e del cattivo,
la sensazione che noi ducatisti sfuggiamo con la nostra velocità,
con il nostro senso del bello, con la spensieratezza delle nostre cavalcate,
con l’armonia della nostra amicizia e solidarietà, per stupire, noi stessi e il mondo,
per aggiungere una meraviglia alla magia della vita.

Lo stesso coinvolgimento,
lo stesso costante impegno e la stessa dedizione che rivolgiamo all’organizzazione dei nostri Club,
ognuno di noi quotidianamente lo rivolge al proprio lavoro, alla propria attività,
per migliorare ed ottenere sempre risultati migliori, come avviene in Ducati, guardando avanti,
immaginando il futuro, costruendolo esattamente come l’abbiamo sognato.
E’ lo spirito che ha dato come risultato il 916, il 998, il 999, la Desmosedici,
che darà Ducati ancora migliori, è lo spirito della ricerca scientifica,
che viene incontro ed in fondamentale aiuto quando dobbiamo riparare il nostro fragile fisico.
Per Savio, non solo i comuni auguri, quelli che sanno fare tutti, ma la promessa di un costante impegno,
quotidiano, di tutti noi ducatisti, per costruire un futuro senza incidenti, diffondendo attraverso i Club la cultura della sicurezza,
delle giornate della velocità in circuito, seguite da festose serate, come quelle che piacciono a Savio.
Ogni anno il mio Motoincontro, quello del Colle del Lys, è anticipato da un sabato sera festoso che si dissolve nelle prime ore della domenica mattina,
quest’anno animato dai toccanti racconti delle grandi imprese di Falappa,
serata ideale per aver Savio come speciale ospite che invito sin da ora per il prossimo anno.
Ho voluto dedicare lo spazio che mi concede Mondo Ducati, a Savio del Ducati D.O.C. Mercurio
e a tutti gli altri motociclisti come lui costretti a vivere la passione motociclistica momentaneamente in modo passivo,
ma sicuramente in modo più intenso, più viscerale, sempre più forte, in modo esemplare per tutti gli altri.
E’ la forza della reazione che farà motociclisti piu’ appassionati che mai, è la vittoria del pensiero positivo.
La storia di Savio ha dei precedenti, che tutti i presidenti di Club in molti anni di militanza conoscono,
precedenti che i Ducatisti hanno sempre al loro fianco nella figura di Giancarlo Falappa,
campione esemplare nell’affrontare le avversità della vita.
Così come i ducatisti non hanno dimenticato le entusiasmanti imprese di Fogarty, di Bayliss e di tutti gli altri piloti,
sui tortuosi circuiti, così non hanno dimenticato e non dimenticheranno gli amici dei Club,
impegnati in entusiasmanti rimonte sulle tortuose strade della vita.
Se il retro della medaglia puo’ non essere sempre splendente come il fronte,
è nostro compito provare a renderlo anche più luccicante, con ogni mezzo e con ogni sforzo,
riscoprendo i colori dell’iride dietro una patina di polvere.
Presidente del D.O.C. Torino
Blandino Maria
Luisa
Lady Ducati
I Club D.O.C. italiani
D.O.C. - Ducati Owners Club
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