Articolo per la Rivista MONDO DUCATI
TORINO CITTA' DELLA MOTOCICLETTA
Il mio Club è a Torino, un Club motociclistico in una città nota nel mondo per le automobili.
Una città di automobilisti, di cittadini devoti alle quattro ruote,
dove l’uso della moto è sfavorito anche dal clima.
I ducatisti torinesi hanno però un bel vantaggio,
dopo qualche decina di chilometri fuori città, si è già immersi in colline, colli, passi e montagne, curve di ogni tipo,
spesso ritrovi spontanei di piegatori.

Fin dall’epoca dei pionieri del motorismo italiano, al fianco della storia dell’automobile,
sono stati quasi duecento i costruttori torinesi di motociclette, poche case sopravvivono alla seconda guerra mondiale per poi esaurirsi negli anni settanta.
Le piccole officine non riusciranno mai a prendere la strada dell’industrializzazione,
riuscendo però ugualmente a dar vita ad una diffusa passione motociclistica in un ambiente dominato dall’automobile.
In un clima effervescente, tra sperimentazioni e nuove conquiste tecniche prendono vita anche le competizioni,
ed è la Susa-Moncenisio la prima competizione italiana.
L’unica motocicletta quattro cilindri stradale italiana è costruita nel 1922, la Garabello 1000, raffreddamento ad acqua.
Al Museo dell’Automobile di Torino è possibile ammirare la Rosselli-Lilliput,
protagonista del primo giro d’Italia di 2600 chilometri e vincitrice nel 1902 della gara Sassi-Superga,
fino a qualche anno fa ancora inserita nel Campionato Nazionale Salita,
da me sempre seguita con passione e vinta anche da Ducati Cucciolo nel 1948.
Nel 1992 è il pilota piemontese Valerio Destefanis a vincere con la Ducati il titolo Italiano della Montagna.
La torinese Itom, Industria Torinese Meccanica, produce l’Astor 50 Competizione,
usato da Ivy e Hailwood ad inizio carriera, e da Beryl Swain, prima donna in gara al T.T. nel 1962.
E’ campione italiano di acrobazia, spericolata specialità in voga negli anni venti,
il torinese Girardi, ospite d’onore all’ora imponente raduno romano dell’Urbe,
da me incontrato e conosciuto durante normali motoraduni in sella al suo Guzzi Sport 15.
Nel dopoguerra sorgono nel torinese diversi circuiti per il motocross, alcuni ospitano importanti gare titolate e sono palestra per piemontesi campioni italiani.
Torino è la culla dello scooter italiano, sono progettati da Vittorio Belmondo il Volugrafo, SIMAT e Velta, tra il 1939 e il 1945.
Gli appassionati di moto d’epoca non faranno fatica a ricordare
Augusta ( da Augusta Taurinorum, originario nome della città ),
Borgo, Della Ferrera, Fongri ( utilizzata da Nuvolari), Gaia, Itala, Simplex, Ollearo.
La Ladetto & Blatto vince il titolo europeo nel 1928, e con altri 5 titoli italiani ,
quattro nella classe 250, rimane la casa torinese più blasonata.
Nasce a Torino il primo motorino da bicicletta, nel 1945, progettato dall’Avv. Aldo Farinelli e dall’Ing. Furio Farinelli.
Viene costruito prima dalla SIATA di Torino e poi dalla Ducati di Bologna, si chiama Cucciolo.
Sono torinesi alcune note officine di preparatori, alcune realtà industriali partners di Ducati da molti anni,
oltre a diversi uomini oggi protagonisti di Ducati Corse.
Oggi rimangono molti Moto Club, molti appassionati, molte rievocazioni, molti piloti.
Sono noti a tutti Roberto Rolfo, Giorgio Cantalupo, Serafino Foti, Giovanni Bussei,
e Italo Piana, co-protagonista del record di velocità del Ducati 100 ora esposto nel Museo Ducati.
E’ nelle vicinanze della città l’unica rappresentanza italiana dell’inglese T.T. Supporter Club,
ogni anno presente all’Isola di Man.
Con il nuovo millennio, siamo solo al quinto anno, sono sicura che sotto il segno Ducati darò vita a nuove imprese,
con lo stesso folle e spericolato abbandono che accompagnò i pionieri del motociclismo torinese,
risvegliando gli animi e trasformando in Centauri gli odierni taurini.
Presidente del D.O.C. Torino
Blandino Maria
Luisa
Lady Ducati
I Club D.O.C. italiani
D.O.C. - Ducati Owners Club
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