Articolo per la Rivista MONDO DUCATI
DUCATI XEROX SBK TWIN SEATER

DUCATI XEROX SBK
TWIN SEATER
Normalmente riempio io questa pagina con le mie parole,
ma questa volta preferisco solo introdurre l’argomento
e lasciare spazio al protagonista della singolare esperienza.
Misano Adriatico, venerdì 24 giugno,
un socio del mio club, ha l’opportunità di percorrere due giri di pista
seduto sul sellino posteriore della Ducati Xerox superbike Two Seater,
guidata da Dario Marchetti.
Non è solo, con lui altri due fortunati lo seguiranno nell’avventura.
Dopo il rito della vestizione per tutti e tre fotografia prima della partenza
con livrea Ducati Xerox e facce preoccupate.
Andiamo tutti al muretto, Dario Marchetti gira in pista per riscaldare gomme e mezzo,
sembra divertirsi, poi si ferma, sembra un pit-stop,
è ora di caricare il primo fortunato.

E’ l’ora del mio socio, Silvio, che adesso vi trasmetterà l’avventura:
“ mi siedo sul sellino dietro a Dario con la Ducati già accesa,
in linea sul rettilineo del Santamonica, attorniato da diversi uomini Ducati Xerox,
noto Marchetti concentrato e i riflessi dei colori scintillanti del suo casco
colpito dal sole caldo del pomeriggio.
Sembra un pit-stop da gara endurance.
Inforco il maniglione che dal telaio scavalca il serbatoio e che è la mia unica speranza.
Dopo il mio ok, viene comunicato con un cenno al pilota che la via è libera.
La faccenda si fa subito seria. Penso, qui è iniziato un gran premio.
Arriviamo alla Misano, la staccata mi fa sollevare dal sellino, di molto, per diversi secondi,
sono una bandiera attaccata con le braccia alla moto di uno scatenato,
la piega è decisa, sicura, di quelle che da solo non sarei buono a fare.
Usciamo molto forte, devo tenermi, sento che potrebbe scaricarmi,
ci dirigiamo alla staccata del Carro.
Questa è da paura, con il cambio di direzione e l’inserimento secco a sinistra.
Svolazzo attaccato al mio maniglione, con il casco riesco a sbattere contro quello di Dario,
la piega è incredibile, per un attimo penso che sia impossibile,
siamo in una nuova dimensione, ma Dario a questo punto
inizia la lunga progressione che ci porta fuori, una marcia dietro l’altra,
la moto inclinata, qualche sobbalzo nei cambi per via della potenza che è tanta,
l’asfalto è molto vicino, la velocità si percepisce pienamente.
La traiettoria ci porta sul bordo esterno che vedo avvicinarsi,
il motore gira alto, Dario porta in linea il busto, spalanca,
siamo proprio sul bordo, si alleggerisce l’avantreno, adesso si chiude sotto il cupolino,
davanti a noi il rettilineo che porta al Tramonto,
io seguo i suoi movimenti, abbasso busto e casco, ma voglio continuare a guardare,
lo spettacolo è troppo.
Mai vissuto un “Tramonto” così.
Arriviamo ad una velocità per me sconosciuta su una moto,
mi viene anche il dubbio che sia possibile fermarsi,
la staccata è intensissima, Dario prima accenna, poi affonda,
io svolazzo, non faccio neanche in tempo a ricompormi che è ora di inclinare,
a velocità molto alta, percorriamo il Tramonto e nuovamente l’avantreno si fa leggero in uscita,
per arrivare alla staccata in discesa della Quercia.

Penso ad una gara vera, a quelle che seguo da appassionato in televisione,
a quanto siano grandi i protagonisti di questo sport fantastico,
poi per non scendere prima del tempo dalla moto è meglio che stringa un po’ più forte il mio maniglione,
e i pensieri vanno tutti al mio giro.
Mai una incertezza, la guida è spettacolare, arriviamo alla variante Arena,
sono incuriosito, non conosco cosa mi aspetta,
pieghiamo decisi, prima a destra,
poi il cambio di direzione a sinistra è secco,
richiede una azione di forza, qui il Ducati si dimostra strepitoso,
io penso al telaio costituito da soli pochi tubi,
alle forze che lo sollecitano, giù, decisi a sinistra, si accelera,
sempre piegati, ormai capisco che le pieghe con Dario
saranno tutte con l’asfalto a mezzo metro dalla visiera,
sensazione da provare, la variante Arena toglie il fiato.
Finisco il primo giro,
dopo il Rio e la variante del Parco vedo il rettilineo del traguardo,
passiamo vicino al muretto, come in una vera gara,
credo di provare le stesse sensazioni,
Marchetti mi regala momenti indimenticabili,
intravedo le sagome che ci osservano e scattano fotografie, si sporgono,
sembrano commentare, per me è un flash, comincia un secondo giro tutto da gustare,
voglio stare più attento, non si ripeterà più.
L’esperienza finisce con una staccata sul traguardo,
per me è ora di scendere,
Marchetti riparte con altri fortunati.
Da oggi avrò molta più ammirazione e riguardo
per uomini-cavalieri senza paura.
Grazie Dario, grazie, un vero onore girare con chi ha vinto anche a Daytona,
una delle mie grandi passioni, un giorno indimenticabile.
Parole di un motociclista del giro domenicale o poco di più.”

DARIO MARCHETTI
www.dariomarchettti.com
Presidente del D.O.C. Torino
Blandino Maria
Luisa
Lady Ducati
I Club D.O.C. italiani
D.O.C. - Ducati Owners Club
LadyDucatiDoc - HomePage
Motoincontro Lady Ducati
Ducati.com