Articolo per la Rivista MONDO DUCATI
DESMOSEDICI

DESMOSEDICI
MOTO GP
Ora è GP1, io ad assistere dal vivo alla “classe Regina” ero rimasta alle “500”,
di Spencer ( che ricordo anche sulla Ducati nel campionato A.M.A. ),
di Roberts ( che ricordo nei test del primo 748 ),
di Mamola ( ora sulla Desmosedici biposto ).
La Ducati in “500” non c’era,
in europa non c’era ancora neanche la SBK.

MOTO GP
MOTO GP
Ho sempre seguito anche la GP,
così come tutte le altre corse dei cavalieri d’acciaio.
Negli ultimi due anni ho riacceso il fuoco della passione
per quella che per me rimane la “500”,
così mi piace chiamarla per i ricordi che rievoca:
l’unico Circus della velocità un tempo esistente, di cui ho conosciuto molti protagonisti,
tra cui “Cavallo Pazzo” Marco Lucchinelli, più volte ospite dei miei motoincontri.
Ora la GP è completamente diversa, i motori sono tornati quattro tempi,
come quelli delle moto di altri grandi che ho incontrato,
Agostini, Surtees, Duke,Redman, Masetti; senza dimenticare Phil Read ducatista,
l’ho constatato di persona quest’anno a Brno,
dove sono stata per il GP della Repubblica Ceca.

Ora la Ducati c’è e si chiama Desmosedici.
Gia’ avevo ammirato la desmosedici
alla presentazione della nuova stagione,
poi non ho voluto perdermi la prima gara in assoluto,
quella di Suzuka, non andando in Giappone,
ma seguendo l’impresa direttamente sul maxischermo
allestito a Borgo Panigale in stabilimento,
il suono l’ho ascoltato a Misano
in occasione del World Ducati Week,
dove già nel 2002 ero rimasta affascinata
dalla sua apparizione in anteprima,
e ora finalmente ho colto nel pieno tutti i suoi aspetti.
La Ducati però in “500” aveva già fatto la sua apparizione,
nel 1971, e con Phil Read nella gara iridata di Imola arrivò quarta,
corse nel Campionato Italiano e altre gare internazionali,
con Ermanno Giuliano e Bruno Spaggiari,
vinse l’unica gara a Skophia Loka in Jugoslavia con Gilberto Parlotti.
La Ducati 500 GP era un progetto dell’Ingegner Taglioni.

L’atmosfera è diversa dalla Superbike
alla quale sono abituata da anni,
qui tutto è avanguardia, allo stato dell’arte,
è oltre,
la speranza di possedere qualche componente
per la moto di tutti i giorni è nulla.
Si può solo guardare, ed infatti come in un teatro,
l’apparato scenografico fatto di hospitality, di sponsor,
di scenografie e comparse è molto curato,
i ruoli sono sempre ben definiti,
e per completare l’insieme il circuito di Brno
offre panoramiche da anfiteatro romano;
il pubblico assiste come guardare la tv,
la possibilità del contatto umano
tra pubblico e riders è ridotta alla casualità
e la nostalgia per il paddock della superbike
si fa sentire.
La desmosedici è spettacolo unico,
è un’altra Ducati,
non è la moto Ducati entrata nell’immaginario collettivo,
il fascino del famoso pompone è solo ricordo,
l’impressione è di disumana potenza,
di non motociclistica provenienza,
di mai visto,
è quanto di meglio la tecnologia europea ha mai prodotto,
il motore desmodromico quattro cilindri
è la somma dei pensieri di mezzo secolo di Ducati,
è entusiasmante.
Grazie a Ducati gli estimatori più fortunati
potranno presto entrare in possesso
della versione stradale della
Ducati più sofisticata mai prodotta.

Attorno al Circus così come all’autodromo di Brno il movimento è intenso,
le Classi 125 e 250, oltre ad alcuni trofei di contorno triplicano la presenza di Team e personale,
sono giornate intense per tutti ed il continuo via-vai di personaggi dentro e fuori dal paddock
mi ha permesso di incontrare Troy Bayliss, che non vedevo in moto da Imola SBK 2002,
Ruben Xaus, Neil Hogdson, Sito Pons, Angel Nieto e gli
ammiratissimi e indimenticati Mik Doohan e Nicky Lauda.
La sfida è dura, gli avversari forti rendono i risultati più appaganti,
dai duri confronti si esce irrobustiti, la GP1 è terreno per Ducati e l’avventura è appena iniziata.
A Brno Loris Capirossi ha portato la desmosedici al quinto posto,
e Ducati alla terza posizione del campionato marche.
Anche se sarà piuttosto impegnativo andare ad assistere a tutte le gare di GP1 e SBK,
continuerò ad avere il mio calendario scandito dalle date dei circuiti
e aumenteranno le occasioni per festeggiare podi ducatisti.
La mia gita in Repubblica Ceca è terminata a Praga,
dove mi sono fermata ad assistere allo scoccare dell’ora del famoso e sofisticato
storico orologio dello Staromestkà Radnice
nella piazza della città vecchia,
il fascino dei Cronometri e degli strumenti con le lancette mi ha stregato ancora!

DESMOSEDICI
Desmosedici RR
Presidente del D.O.C. Torino
Blandino Maria
Luisa
Lady Ducati
I Club D.O.C. italiani
D.O.C. - Ducati Owners Club
LadyDucatiDoc - HomePage
Motoincontro Lady Ducati
Ducati.com