Articolo per la Rivista MONDO DUCATI
AFRICA TREK
TORINO - CITTA' DEL CAPO

Muti.org
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Robin Goode e Matteo Bottanelli
son partiti da Torino, dopo essere passati alla sede del mio Club,
una sera di fine ottobre, con le loro Ducati Multistrada 1100
messe a disposizione e preparate a dovere per l’avventura da Ducati.

MUTI ONLUS
2008
Destinazione Città del Capo,
con arrivo previsto per l’estate.
Un raid preparato a lungo, dove il vecchio diario di bordo
di intrepidi esploratori è stato sostituito da un informatico blog,
che ha permesso di seguire tappa-tappa il percorso,
con descrizioni aggiornate e immagini,
accessibile da www.muti.org

Muti Onlus
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Il bicilindrico Ducati ritorna così nel continente africano,
rievocando le avventure di Orioli vincitore a Dakar,
la sfortuna di Auriol, la corsa fino a Capetown di La porte,
le tappe di Marinoni, De Petri, Picard.
Questa volta non con lo spirito competitivo,
ma con quello della solidarietà verso le popolazioni africane
sempre alle prese con povertà e malattie.

Muti.org
Muti Onlus
L’avventura ha il nome di Africa Trek,
l’organizzazione è di Muti Onlus - Movimento Umanitario per la Tutela dell’Infanzia,
e ricorda il viaggio raccontato nel libro -
Long Way Down - di Ewan McGregor & Charley Boorman -
che ispirati dall’Unicef sono partiti da Londra per arrivare a Città del Capo
dopo 20.000 miglia e 83 giorni.

Itinerario che percorse a diciassette anni con il sidecar,
anche Theresa Wallach nel 1935,
diventando la prima donna ad attraversare il Sahara in moto.
Un viaggio avventura che ha raggiunto l’Africa
attraversando Slovenia, Bosnia, Croazia, Serbia,
Bulgaria, Grecia e Turchia, per poi addentrarsi
nel fascino orientale di Siria e Giordania,
sostando nelle città di Palmyra e Damasco,
per proseguire poi per Amman e l’antica Petra,

Attraversato il Sinai e il canale di Suez,
dopo circa 8000 chilometri i multistrada hanno raggiunto Il Cairo,
dove era prevista una sosta di manutenzione prima di lasciare l’ Egitto,
visita a Luxor e traghettamento del lago Nasser
hanno portato Robin e Matteo in Sudan, e qui li ha attesi una tempesta di sabbia
e l’attraversamento del Nilo.
Raggiunti gli 11.000 chilometri in prossimità di Khartoum,
il calendario segnava il Natale.
Le montagne Simien di 4000 metri, sono state il panorama etiope,
fino Addis Abeba, dove era prevista la visita al Tara Center di Gonder
gestito da Muti.org, ma l’Etiopia è anche stata teatro della prima caduta, senza conseguenze.
Il percorso lungo il lago Turcana ha portato gli avventurieri
al confine con il Kenia, in questo periodo segnato da episodi di guerriglia,
e dove oltre ad attraversare l’equatore,
è stata necessaria una nuova sosta manutentiva per i mezzi.

Non è andata persa l’occasione di salire in cima al Kilimangiaro,
e osservare la Tanzania dai 5895 metri del Ngorongoro crater,
prima di proseguire attraversando il Rwanda per l’ Uganda,
dove i ducatisti hanno incontrato tra gli altri animali i rari gorilla.
Giunta la primavera, il 21 marzo, a Dar es Saalam ,
si è provveduto ad una sosta di manutenzione moto con pezzi arrivati dall’Italia,
quando i chilometri percorsi erano già 16.000,
qualche giorno di rilassamento ha permesso la visita al Seminario di Morogoro di Muti Onlus,
oltre ad alcuni altri centri missionari.


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Le intense pioggie stagionali, hanno accompagnato l’ingresso in Malawi
e l’attraversamento del lago malawi,
per raggiungere lo Zambia, dove è diffusa la mosca tze-tze.
Non potevano mancare tra le grandi attrazioni africane dell’itinerario
le cascate Vittoria e il fiume Zambesi, ammirate attraversando Zimbabwe e Botswana
per arrivare in Namibia e trovare nel Etosha national park a Twytfelfontei
i più antichi disegni rupestri africani, di 6000 anni,
quando i chilometri percorsi erano già 21.000.
A metà maggio finalmente l’arrivo in Sud Africa,
a Swakopmund la ripresa di contatto con la civiltà,
e dopo un tour in Lesotho, l’arrivo a Johannesburg.
Ad attenderli in Sud Africa, un gruppo di ducatisti
del Club Ducati DOC South Africa di Johannesburg,
pronti a scortarli per l’arrivo.
Dopo 210 giorni, 25 paesi attraversati e 32.000 chilometri,
l’avventura si è conclusa
nel punto più a sud del continente africano, Cape Aghulas.
Leopoldo Tartarini e Giorgio Monetti
con due Ducati 175, nel 1957 riuscirono a portare a termine
un raid di 60.000 km attorno al mondo,
attraversando 42 nazioni, continente africano compreso.
Sono passati cinquanta anni, è cambiato tutto,
tranne il marchio sui serbatoi e la passione nei ducatisti.

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